Sono accusati di «attività contro la sicurezza nazionale» ai danni dell’Iran. Mentre il mondo guarda al G8 e all’offensiva statunitense nella regione afghana dell’Helmand, nel Paese degli ayatollah si continua a morire e a venir arrestati. È di ieri, infatti, la notizia dell’incriminazione di alcuni tra i maggiori riformisti iraniani e di un giornalista del Newsweek, a seguito delle proteste scoppiate dopo le elezioni del 12 giugno scorso.


Il corrispondente si chiama Maziar Bahari ed ha doppia cittadinanza, iraniana e canadese. È stato arrestato dopo aver scritto delle manifestazione di protesta contro il regime. La stessa accusa è rivolta ad almeno uno degli impiegati iraniani dell’ambasciata britannica a Teheran, Hossein Rassan, incarcerato il 26 giugno scorso. Come ha confermato Mohammad Saleh-Nikbakht all’agenzia di stampa Ansa, «l’accusa di attività contro la sicurezza nazionale prevede pene che vanno da un anno di reclusione fino alla pena di morte». ....................
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