Un gruppo di ricercatori cinesi e britannici (Istituto di entomologia di Guangdong, Università di Guangxi, Università dell’East China e università di Bristol), ha pubblicato uno studio, apparso sulla rivista PLoS ONE, con un titolo pruriginoso: “La fellatio dei pipistrelli della frutta prolunga i tempi dell’accoppiamento”. Gli scienziati hanno catturato i pipistrelli (Cynopterus sphinx, chirotteri di grandi dimensioni) in un parco cittadino di Guangzhou, li hanno chiusi in gabbia a coppie e li hanno ripresi per settimane.

Ne è venuto fuori un film a luci rosse salutato dai ricercatori come “Il primo studio su larga scala del sesso orale in non umani”. Le immagini documentano infatti che le femmine di pipistrello non sono passive durante l’accoppiamento, ma praticano sesso orale al compagno, leccandone il pene. I ricercatori hanno anche osservato che più le femmine indulgevano nella fellatio, più lunga era la durata complessiva dell’accoppiamento, perché più tempo la femmina passava a dedicarsi al partner con questa sorta di preliminare e più lungo era l’atto della penetrazione successivo. I ricercatori ammettono che non sanno ancora dare una spiegazione della funzione della fellatio.

Sono certa che abbandonando la rigorosità scientifica chiunque saprebbe suggerire alcune motivazioni per il comportamento dei pipistrelli. Personalmente, prima vorrei verificare se le coppie si comportano allo stesso modo in natura, oppure, metterei un televisore o un buon libro nella gabbia, per vedere se le femmine sono altrettanto disposte a dedicarsi al partner avendo un’alternativa. Per chi legge in inglese consiglio anche la lettura dell’articolo sull’argomento pubblicato dal Guardian, nel quale Marc Abrahams, direttore del bimestrale “Annali della ricerca improbabile” e organizzatore dell’Ig Nobel Prize, disquisisce sulla vita dei pipistrelli.
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