Dio, che fetore! Il comunitario che mi siede accanto puzza così tanto che devo estraniarmi per non vomitare. Per fortuna scende dopo due fermate ed il suo posto è occupato da una vecchietta ingobbita, carica di sporte di plastica, piene di mignòn di liquore. Le leggo la mente e vedo che è già proiettata nel suo appartamento, davanti alla tv, con il solo imbarazzo di scegliere il canale ed il gusto del veleno in cui affogare i propri reumatismi psicologici. Mi fa una gran pena, tanto da desiderare d’ucciderla all’istante, procurandole un’emorragia cerebrale. Ho l’aneurisma nel mirino, un leggero aumento della pressione e...
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