Supermercato di periferia: tanti cartelli a pubblicizzare offerte. Uno proclamava: "Tre etti di prosciutto cotto, 2 euro". Ma che razza di prosciutto vendono, a 6 euro al chilo?
La persona che si trova costretta a fare i conti anche sul cibo che mangia è disposta a comprare qualsiasi cosa... ma non per risparmiare: bensì per continuare a consumare esattamente nel modo in cui è sempre stata abituata. Se mangio prosciutto tre volte a settimana, non mi passa per la testa di scendere a due o una: compro un prosciutto scadente, infimo, pur di mantenere la mia abitudine.
Molti considerano umiliante dover cambiare le proprie abitudini per una questione di mero denaro. Si sentono "poveri". Preferiscono avvelenarsi, piuttosto che sentirsi poveri: a tanto ci ha portato la civiltà dei consumi e soprattutto il valutare le persone in base al reddito. Eppure, come mi capitò di scrivere qualche anno fa, è "lo sfigato" l'uomo del presente e del futuro, e lo sprecone ad essere ormai obsoleto.
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