Per alcuni è un «tuttospazio», per altri un pullmino. Fatto sta che il Volkswagen Transporter T5 è la quinta generazione di un concetto di mobilità maturato in ses­sant’anni di storia, che conta oltre 10 milioni di unità vendute. Come il Maggiolino, è oggetto di culto. È tra i simboli della beat generation raccontata da Fernanda Pivano, ma non ha mai di­sdegnato la sfida dell’estremo. Ha girato il mondo attraversando l’Europa, il Sahara, l’Australia, l’Asia, il Circolo polare... Pratico e funzionale, ma anche elegante e salottiero, il nuovo Volkswagen T5 debutta in Italia in quattro versioni: Transporter, Caravelle, Multivan e California.

Rispetto alla serie precedente, cambiano il frontale, il disegno delle luci anteriori e posteriori, i retrovisori esterni. All’interno, migliora la qualità dei rivestimenti. Volante, plancia, navigatore e sistema audio, tipicamente Volkswagen, hanno lo stile della berlina di lusso. Ma il salto di qualità più importante è avvenuto sotto la «pelle»: quattro nuovi motori turbodiesel common rail 4 cilindri, 2.0, Euro V, con potenze da 84 a 180 cavalli e consumi sensibilmente ridotti. Una parata di moderni diesel, a cui si aggiunge un solo motore a benzina: il 2 litri da 115 cavalli. A chi vuole di più, il T5 offre a pagamento gli accessori più avanzati: dal cambio a doppia frizione Dsg alla trazione integrale 4Motion, al Side Assist (l’assistenza al cambio di corsia: segnala l’eventuale uscita dalla carreggiata). Roba da far invidia alle ammiraglie.
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