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Un romanzo in cui l’incanto dell’infanzia lascia il posto alla scoperta dell’inganno Valentina Ferri Il mare immobile

Maggiori informazioni sulla categoria Libri

mariaantonietta Segnalato da mariaantonietta il 04-07-2012 18:15:26 Vedi profilo
Fonte www.youtube.com www.youtube.com.
dal sito: www.youtube.com

C'è qualcosa di speciale nel romanzo Il mare immobile. Non è il tema: l'infanzia violata. Non è la speranza di una rinascita, che certo si augura di fronte a drammi personali, capaci di segnare per sempre una vita. Ma è l'intuizione profonda e perfetta dell'autrice di non giocare sul vittimismo, sull'effetto notizia, sulla morbosità, che spesso accompagna il resoconto anche letterario di fatti come questo.
Lia, la protagonista bambina e voce narrante dell'opera, non è la danneggiata, silente e martire.
Lia è soffocata da un'esperienza distruttiva, ma scalcia, impreca, odia, freme per liberarsi da quella pellicola di plastica simbolica che chiude la sua bocca. La cruda e lucida dichiarazione di odio verso tutti quanti l'hanno inconsapevolmente tradita, l'invidia per la madre giovane e bella, la cattiveria verso l'amica debole, la ricerca del piacere e la colpa, la creazione di un mondo immaginario in cui non essere più sé stessi ma giocare a “fare” qualcun altro: sono questi i punti di forza capaci di far riaffiorare quei sentimenti confusi e lontani che hanno popolato le nostre infanzie, a forza ricacciati giù. Sono le sensazioni fisiche, tattili, a colpire nel segno: il ricordo delle pedalate in riviera, i panini in pineta, la tv con i nonni, pesche e limoni, i dolci dell'oratorio, l'obbligo di praticare uno sport che aveva solo l'effetto di farci sentire inadeguati e inferiori. E sono i momenti di pace, in quel marasma che è il passaggio all'adolescenza, quando ancora ci si entusiasma - ogni tanto - per così poco. Ci sono autori che ci hanno abituati, ben abituati, a ripensare alla nostra infanzia di provincia, rallentata e preziosa, talora più articolata e completa di quella cittadina, nella varietà di un'umanità che il vivere fuori casa tre quarti della giornata riesce a offrire. L'amarezza, la sconfitta e delusione per non essere già a 10-12 anni quello che vorremmo essere, la difficoltà di vivere dopo così poco, sono temi che sempre mi hanno affascinata. Ma ancora non avevo letto qualcosa che coniugasse, senza concessioni, un tema scottante come quello della pedofilia con il tormento interiore, non sempre candido, di una giovinezza che si fa, a fatica. Certo, in questo caso, ancora più a fatica.
Un romanzo che non cerca consensi facili e pietistica compartecipazione, ma che immerge nel mare immobile di un dolore, a tratti condivisibile e condiviso.

http://www.youtube.com/watch?v=GA5euGwbSAM


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