Non passa giorno senza che si smussi, ora da un lato ora dall'altro, la giurisprudenza sul copyright in rete. Un giorno prevalogno le tesi protezionistiche, il giorno successivo quelle liberistiche. Oggi la vince il liberismo dopo che la Corte federale della California ha stabilito che il sito di videosharing Veoh, diventato noto nel belapaese soprattutto dopo la chiusura di Stage 6 , non è responsabile delle violazione di copyright che si perpetua costantemente sulla piattaforma digitale, a danno della Universal Music Group , una major del panorama discografico mondiale che nel 2007 l'aveva chiamata in causa.
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